THE BLOG

29
Ago

Ciò che gli altri non sanno

Se fai il consulente pubblicitaio, gli altri non sanno che…

1) Tua madre non sa come spiegare che lavoro faccia il figlio, quindi dice che lavora “con il computer” (una specie di società).
2) Tua moglie non sa che non è proprio come fare il dipendente (poi quando lo capisce vorrebbe non averti sposato).
3) Tua figlia non sa che il tuo portatile non è il pianoforte con il quale si accompagna per cantare la sigla dei Bubble Guppies.
4) Il proprietario dell’azienda cliente non sa chi sei, la tua faccia gli dice qualcosa, ma non si ricorda se ti ha visto in azienda o al bar dell’autogrill.
5) Il responsabile marketing spesso non sa che le 2 cose che ti chiede di fare sono in assoluto quelle più marginali rispetto alle tue capacità.
6) La commercialista non sa perchè sei l’unico dei suoi clienti che non guadagna un cazzo.
7) L’impiegata comunale non sa mai cosa scrivere sui documenti: – Cosa mettiamo? Grafico? Disegnatoooore o artisssta?
8) I conoscenti non sanno che raccontando in giro che tieni i prezzi bassi non ti fanno un favore.
9) I commerciali insistenti non sanno che quando li guardi con attenzione ed annuisci stai sperando che gli cada un meteorite sulla macchina.
10) Alcuni tipografi non sanno che non ti devono raccontare cazzate perchè prima di quel pieghevolino hai già stampato carta sufficiente per impacchettare la Sfinge.
11) I clienti che non ti pagano non sanno con certezza se hai rigato tu la loro auto e ti raccontano l’episodio con evidente curiosità di intercettare un tuo minimo segnale di paura, mentre tu che non ci avevi nemmeno pensato, alla notizia dell’accaduto stai godendo come un maiale ed hai paura di non riuscire a trattenere le risate.
12) I dipendenti delle agenzie interinali…no, lasciamo stare, quelli non sanno tante cose, non solo di te 🙂

03
Dic

On-line o All-line?

Quello che può apparire uno scioglilingua è in realtà un bivio al quale si trovano tutti coloro che frequentano il web con ambizione.
In realtà è un problema di tutti i gestori di uno spazio web (sito, vetrina, blog, forum…), ma come al solito, chi non lucra e si rassegna a presenziare per vanità o interesse, può tranquillamente restare ad aspettare gli eventi.

I primi invece, quelli che dal web si aspettano ritorni importanti, perchè eventualmente hanno pure investito parecchio e che da alcuni anni si sentono spronare da ogni parte ad affollare la rete, abbandonando progressivamente gli altri media. Bene! Quelli è forse il caso che sappiano che si sta per chiudere il cerchio della profezia apocalittica del WEB. Ci troviamo vicini al nucleo della supercazzola 2.0

Ora, la parola d’ordine è ALL-LINE. Ovvero ON-LINE + tutto il resto. Quindi ON-LINE + OFF-LINE, ma anche ON-LINE ed OFF-LINE allo stesso tempo + inventiva, creatività, viralità e multimedialità.
In sostanza vi chiedete di cosa stia parlando? Della possibilità concreta di investire sul web, ma non in senso monolitico, bensì multimediale, quindi foto, video, copy. Poi, senza fermarsi, di aggiungere eventi, ma anche creare una community dove possibile e piazzare i propri prodotti, fidelizzare gli utenti, averli tutti su facebook e twitter (almeno), per poi bombardarli con dei video, taggarli in una foto, invitarli ad un evento o meglio ad un web-party e fargli scaricare una App che dice “Belmio”. Capito?

Ecco un’altra parola che la politica sta per far sua: ALL-LINE. Un concetto importantissimo, per carità, che racchiude al suo interno tutte le principali regole del marketing, ma forse, proprio perchè le racchiude TUTTE, è come al solito un concetto impraticabile nella realtà, a meno che non si sia un ALL-LINE ADVERTISER…ne trovate già un sacco attivi su linkedin, tutti ovviamente esperti. Poi ci sono l’Uomo Ragno, i Fantastici 4 ed un sacco di altri Super eroi, ma questa è un’altra cosa.

Morale della favola: ALL-LINE serve! E’ VERISSIMO, è bello ed è UTILE. Tuttavia, estrapolato dall’astrazione della teoria e portato sulla tavola del 99% delle imprese italiane che investono sul web, si traduce in: 1) multimedialità dove e quando possibile, 2) ok il web ma solo con una buona struttura marketing alle spalle, 3) contano ancora reputazione ed immagine.

Per il restante 1% le regole sono diverse, più complesse sotto certi aspetti, ma facilitate dal flusso di utenti di cui dispongono,  loro il concetto di all-line non lo scoprono certo ora, ce lo insegnao tutti i giorni.